Dal Qhapaq Ñan alla Via dei dei Marsi – quando un cammino diventa sistema territoriale

May 7, 2026

Nel Tawantinsuyu, l’Impero Inca, il territorio era organizzato attraverso il Qhapaq Ñan, la grande rete viaria che collegava province, centri amministrativi, luoghi sacri e sistemi produttivi.

Le fonti storiche e le ricerche archeologiche dimostrano che non si trattava semplicemente di strade, ma di un sistema gerarchico e integrato di percorsi, insediamenti e funzioni, capace di garantire la gestione militare, economica, amministrativa, politica e religiosa dell’intero impero.

Il Qhapaq Ñan era dunque una infrastruttura culturale e territoriale, prima ancora che una rete di collegamenti.

Lo stesso principio ispira il Piano di Sistema – Piano d’Area “La Via dei Marsi”, che non nasce come semplice cammino escursionistico, ma come quadro territoriale unitario, capace di connettere in modo coerente ambiente, storia, comunità e sviluppo sostenibile.

Nel contesto delle politiche dedicate alla mobilità dolce, ai cammini e al turismo sostenibile nelle aree interne,

La Via dei Marsi rappresenta un livello strategico superiore, perché integra in un unico sistema:

  • mobilità lenta e accessibilità sostenibile aree protette e siti Natura 2000
  • patrimonio archeologico e paesaggistico
  • dimensione spirituale e identitaria
  • cooperazione istituzionale e governance territoriale

Il territorio non viene visto come somma di interventi, ma come ecomuseo diffuso, riconosciuto anche a livello nazionale ed europeo nell’ambito del Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa.

Come nel Qhapaq Ñan, il valore non è solo nel percorso, ma nella visione di insieme che tiene unito il territorio.

La Via dei Marsi non è solo un cammino.

È un sistema.

È un piano d’area.

È una visione di futuro.

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